mercoledì 2 settembre 2009

A volte ritornano. Cronache dal secolo scorso.

Oggi, per la prima e credo ultima volta, questo blog parlerà di un gruppo musicale. E' un gruppo musicale che si è formato la prima volta, sul finire dei settanta, quando si era giovani (o meglio, più giovani di ora) e che andava a suonare nei pub(s), alle feste di paese, a quelle dell'Unità, insomma, andava a suonare ovunque ci fosse qualcuno che li chiamava. Il nome del gruppo era Trauma Sound e il loro genere era quello demenziale, sulla falsariga degli Skiantos, per capirsi. Se hai intorno a vent'anni difficilmente saprai chi sono gli Skiantos e ti beccherai il mio più cordiale "vaffanculo" dettato da un'invidia senza precedenti. Ma con tanto affetto. Fra i loro successi di maggior prestigio, spiccava "la Telecamerina". Decisamente il pezzo più richiesto dai fans, che spiegava in maniera inequivocabile, come inserire una piccola telecamera all'interno di una cerbottana, o nelle narici di un papero. Per quale motivo poi, non è dato sapere. Poi, come spesso accade, la vita gira per un verso o per un altro e così i Trauma Sound, dopo aver inciso anche un 45 giri (a loro spese e venduto sotto minaccia ai parenti e ad amici vari), si sciolsero. Lo scioglimento del gruppo, devo dire, non scatenò particolari scene di isteria collettiva. Il mondo fece capire che sarebbe sopravvissuto ugualmente. Ma a noi che li conoscevamo personalmente, la cosa dispiacque. Era carino partire, andare nel paese vicino a sentirli suonare. Ma si sa: gli eventi, ragazze rimaste incinta, un po' di scoglionamento e le cose finiscono. Sono così passati oltre venti anni e in una botta di nostalgia canaglia per il tempo che fu, i Trauma Sound si sono riformati. Meno capelli, un po' di pancia, figli al liceo, matrimoni falliti non hanno mai spento del tutto quella loro antica passione. Detto fatto: lo spazio c'era, gli strumenti sono stati tirati fuori dalle custodie, il tempo libero lo si trova e allora, via di nuovo, in una sorta di macchina del tempo che smuove ricordi e provoca tenerezze. Hanno deciso di cambiare nome, però: ora si chiamano Colplaid, fanciullesca storpiatura dei più famosi Coldplay e sotterranea ammissione di anzianità, testimoniata appunto dal plaid, che serve come si sa, alle persone anziane per coprirsi le gambe quando sono di fronte al televisore, perchè a stare fermo mi prende freddo.

Niente. Io stasera vado a sentirli suonare. Saremo in pochi: loro che suonano ed io che ascolto. Ma d'altronde avere un pubblico di nicchia è prerogativa dei grandi.

Avere la loro (e mia) età e voler tornare quello che si era, può essere patetico o può essere eroico. Ed io frequento solo eroi. Anche se loro, gli eroi, spesso non lo sanno di esserlo.

8 commenti:

  1. ...questo è un post bello bello.
    Mi hai fatta sorridere con tenerezza e un po' mi hai fatta tornare indietro nel tempo.
    Se venissero dalle parti della sabauda terra, fammelo sapere fammelo!

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  2. io tornerei volentieri a vedere Le Cozze. il loro percorso (anche musicale) non mi sembra molto diverso anche se loro hanno sempre continuato a fare concerti. l'ultima volta che li ho visti, un paio di secoli fa, aprivano a palermo un concerto di elio!

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  3. Sarà una serata nostalgica, peccato non sia inverno per aver gli scaldini sotto i piedi! Divertiti neh!

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  4. io non son mai stata alla festa dell'unità... forse una volta per sbaglio... baciotti norina

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  5. Com'è andata?? Klaire

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  6. Alla festa dell'Unità i panini con la salamella erano ottimi e si ballava il liscio che era un piacere. Indovina un po' perchè ci andavo? ^____^

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  7. @Amore_immaginato: ti ringrazio. E te lo farò sapere sicuramente, se decidessero di lasciare la vecchia Etruria per avventurarsi in terre straniere.

    @Dantès: azz...ma allora erano già un pezzo avanti. I Trauma non hanno mai aperto nessun concerto. Loro, se andava di lusso, ventimila lire a testa e la cena offerta da chi li chiamava. Roba popolare, insomma.

    @CharlieB.: oh, eravamo in tre noi del pubblico. Io, il figlio del bassista e un altro nostalgico. Li ho visti bene, anche se il batterista pare avesse mal di schiena e non si è potuto esibire in virtuosismi stilistici.

    @Noraa: ti sei persa un'ottima pizza, che i comunisti saranno pure comunisti, ma quando c'è da mangiare, mica scherzano. E comunque loro, se li avessero chiamati, sarebbero andati anche alla festa del MSI e soprattutto se l'MSI una festa l'avessa fatta, diciamo...

    @Klaire: tutto bene. L'unica cosa storta era che il giorno dopo tornavo al lavoro, ma insomma...

    @No.snob: perchè sei una ballerina provetta? ^______^

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  8. dai.. su.. non sei poi così vecchio, via la nostalgia!! fà bene ricordare cosa si è stati anche se adesso è tutto palesemente diverso a partire dal nome. buona serata, (pollon)

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