giovedì 11 ottobre 2012

Di quella volta che mio nonno mi disse che sarei morto giovane.


Non credo lo sperasse, però. Era solo una sua constatazione al fatto che una sera rientrai alle tre del mattino, dopo aver detto, quando uscii, che invece sarei rientrato a mezzanotte.
Semplicemente non avevano inventato i telefonini, a quel tempo, che sennò sarebbe stato facile. Invece non li avevano inventati e trovare un gettone per telefonare, a mezzanotte, coi bar chiusi, non era impresa da poco.
Il gettone per telefonare (lo dico per chi magari ha vent'anni e non sa di cosa sto parlando) era una specie di moneta color rame, con una scanalatura in mezzo, che si inseriva nei telefoni (a gettone, appunto) nelle cabine telefoniche e si parlava. Già che ci sono dico anche due parole (sempre per chi ha vent'anni) sulle cabine telefoniche.
Le cabine telefoniche erano delle strutture che si trovavano sparse per la città, in punti strategici, tipo nei giardini pubblici, nelle piazze e nelle vie principali.
Caratteristica principale delle cabine telefoniche (a parte quella di non trovarne mai una quando ti serviva) era la porta d'entrata.
La porta d'entrata era a spinta, tipo quelle dei saloon(s) nel far west, con la differenza che per aprire quella di una cabina telefonica ti ci voleva la forza di Hulk. Fondamentale per accedervi era anche la forma fisica: se ingrassavi di due kg oltre i sessanta, dalla porta non ci passavi più. L'interno della cabina telefonica era decisamente stretto e tappezzato da simpatiche scritte a pennarello tipo Michela maiala, Marchino va coi travestiti, Luca non ha mai scopato (nemmeno il garante per la privacy avevano inventato, a quel tempo) e l'immancabile Juve merda, scritta che da queste parti resiste imperitura anche ai giorni nostri, nonostante gli epocali cambiamenti del pianeta sul quale ci troviamo.
E insomma, mio nonno, che presumibilmente si era alzato per espletare alcuni bisogni corporali, mi stava aspettando e quando rientrai mi disse: uno che rientra a quest'ora, muore presto. Io mica lo capii cosa c'entrasse il fatto di rientrare tardi, col morire presto, ma non mi soffermai a pensarci più di tanto e dissi: e' finita la miscela alla Vespa. L'ho dovuta lasciare da Luca e sono tornato a piedi, che i tram non c'erano più. 
Avrei voluto anche spiegargli che se avessero inventato i telefonini tutto questo non sarebbe accaduto, solo che ancora, appunto, non li avevano inventati e non glielo dissi.
E poi era davvero tardi.

14 commenti:

  1. Quella generazione lì non aveva dubbi. Prima il dovere e poi forse ma solo poi il piacere. Si moriva presto a causa degli stravizi, tipo andare a letto dopo le nove di sera, bere, fumare, mangiare, scopare fuori dall'ambito familiare. Era invece convinta che spaccarsi la schiena nei campi o sopra una impalcatura ecc. ecc. faceva si morire presto ma si andava in paradiso o quantomeno ci si poteva vantare di essere una persona a POSTO. Manu

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    1. E' vero. Per loro andare a dormire dopo le dieci era sinonimo di vita sregolata e poca attitudine al lavoro. Altri tempi, direi.

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  2. Invece un mio amico che rientrava alle 4 trovò il padre in piedi già pronto per andare al lavoro nei campi, lo vide e disse:.."bravo figliolo, sei già sveglio per aiutarmi?? bene bene..cambiati e andiamo su su ..e senza colazione altrimenti ti viene l'affanno!!" ...inutile dire che lui accettò senza fiatare...;-))

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    1. Azz. Stoico. Far buon viso a cattivo gioco, insomma. :-)

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  3. uh, ma io me le ricordo le cabine e i gettoni.
    Che avevano il valore di 200 lire.
    E nei bar, nei pressi del telefono, c'era immancabilmente la scritta "telefona(t)e b(r)evi"
    Che anche quando avevi gettoni a mazzi andavan giù come se piovesse.
    A volte anche due alla volta.
    E nonostante tutto, siamo ancora vivi.

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    1. Hai visto? Io lo dico sempre a sti ragazzi: sono arrivato a mezzo secolo, senza mai aver avuto internet, gli smartphone e Facebook. Mi domando come faccio ad essere sempre vivo.

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  4. Io ho 25 anni e mi ricordo ancora delle cabine telefoniche, dei gettoni, invece, un po' meno. E non sai il mio stupore, quando a 10 anni, epoca di uscita dei primi telefonini, vidi un signore prendere il telefono dalla tasca, scorrere la rubrica e poi telefonare dalla cabina.

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    1. :-) era un anticipatore dei tempi, ma con un richiamo al passato.

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  5. Cacchio! io ricordo pure che le cornette dei telefoni a gettoni pesavano uno sproposito! (maaa poi Luca ha poi copulato?!)

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    1. Eh, sta cosa di Luca ancor oggi mi fa arrovellare. Non lo so, onestamente. Mi dovrei informare.

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  6. Tu sei un mito e una sera rientrai alle tre del mattino dev'essere una frase magica :-)

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    1. Me ne sono accorto quando ho riletto il post. :-) Ma l'ho lasciata, che mi pareva parecchio naif. :-)

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  7. Ricordo cabine, gettoni, scritte, rubriche a brandelli, vetri franti e pedalate senza fine col vento che non scombinava il ciuffo superlaccato. Fui giovane. ^____^ no.snob

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    1. Azz. Lo fui anch'io. Se però è vero che la vita comincia a quarant'anni, sono un infante. ^_____^

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