domenica 20 aprile 2014

Parrucche tricolori.


Volevo dire due cose sul rugby.
Che uno potrebbe dirmi: vabbè, non ti sei fatto vivo per quasi un anno e quando ritorni, parli del rugby?
Hai ragione, ma di che devo parlare? Di Berlusconi? Di Renzi? Di Grillo? Per favore, dai. Riescono benissimo a prendersi per il culo da soli, senza che nessuno ci carichi pure l'asso.
Credi a me, il rugby è molto più interessante. 
Oddio, forse "interessante" non è l'aggettivo più giusto. Diciamo che mi è capitato di farmi due domande, vedendo alcune partite del torneo denominato "Sei Nazioni".
Che quello è un torneo tostissimo, dove ci sono le cinque nazioni più forti d'Europa. E poi c'è l'Italia. 
Ecco, appunto. L'Italia. 
Io mica l'ho capito se quelli ci invitano perchè così hanno qualcuno a cui sono sicuri di fare il culo, oppure perchè pensano che noi davvero potremmo pure vincere. Il fatto è che le partite che giocano contro di noi, finiscono sempre con dei punteggi imbarazzanti a favore degli avversari. Che poi, il copione è sempre lo stesso: si parte bene (benino, dai), magari si riesce pure a fare qualche punto e allora senti i telecronisti che son tutti gasati e poi va a finire che si perde tipo 72 a 6. Ora, io non è che sono uno che gli piace vincere sempre (altrimenti non tiferei per la Fiorentina, ti pare?), ma porca miseria, nemmeno tutte le volte essere sbattuto come un uovo. 
Allora siccome mi sarei anche un po' rotto l'anima di questa situazione, io proporrei una cosa, alla nostra federazione.
Stà a sentire: proporrei di organizzarlo noi, un torneo delle Sei Nazioni. Lo organizziamo noi e chiamiamo a parteciparvi Andorra, Cipro, Città del Vaticano, Madagascar e Cambogia. Gli spacchiamo le ossa a tutti e alziamo la coppa.
Dice: si, ma dove lo trovi in Madascar o in Cambogia, qualcuno che gioca a rugby? Vero. Ma noi mica gli diciamo che deve giocare a rugby, gli si dice che deve venire in Italia per una roba tipo lo scambio culturale, i popoli, le tradizioni e tutte quelle menate lì, dopodichè lo si porta in campo e lo si riempie di schiaffi. E se accenna una minima reazione o protesta, gliene diamo ancora di più, che siamo a casa nostra, il torneo lo abbiamo organizzato noi e si fa come ci pare. 
D'altra parte è una vita che ci riempiono di schiaffi a noi, se qualche volta tocca a qualcun altro, che sarà mai?

5 commenti:

  1. E' come quando la Giamaica si è presentata alle sue prime Olimpiadi di bob sul ghiaccio.
    A forza di sbatterci la testa, prima o poi, qualcosa riusciremo a fare.
    Forse!

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  2. Mi preoccupa un po' Città del Vaticano: quelli son uomini che non vogliono perdere, mai. Scegline un'altra di nazione, va', ti dovesse andare a ramengo tutto il piano tattico :-)

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  3. ecco, no, infatti: ma in base a che cosa noi ci siamo sempre?

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  4. Ambè! Meno male che ci sei ancora...
    Scoont

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