giovedì 15 aprile 2010

Il cinema parrocchiale.

Si, anch'io da bambino sono andato alla parrocchia. E che dobbiamo fare? Ce l'avevo a duecento metri da casa e ci andavo a comprare il ghiacciolo. Poi, spesso, la domenica pomeriggio andavo al cinema. Oddio, per la verità la parrocchia aveva pure la squadra di calcio ed io ci andai a fare un provino. Non mi presero perchè dissero che non ero bravo ed io allora tentai nell'altra squadra del paese e lì mi presero. Poi successe che si giocò un derby ed io feci gol a due minuti dalla fine. Allora, a differenza di quello che fanno ora i calciatori, che se segnano un gol alla squadra della città in cui sono nati non esultano, fingendo un dispiacere che non provano, io esultai tantissimo ed anzi, andai alla panchina avversaria e al prete-allenatore gli feci pure il gesto dell'ombrello e gli dissi: e ora che mi dici, caprone? Diciamo che la signorilità non era mia prerogativa a quel tempo. Ora un po' di più, direi. Leggermente. Va da se che in parrocchia non ci sono più tornato. Triviale si, ma con pur sempre un minimo di decenza.

Ma prima di questo episodio, dicevo, andavo al cinema in parrocchia. Chiaramente i film(s) erano tutti film(s) che si potevano proiettare in una parrocchia. Voglio dire: per vedere le tette della Fenech dovevi andare altrove. Allora ricordo che un giorno vidi "Marcellino pane e vino", uno dei film(s) più tristi che io ricordi, secondo soltanto, forse, a "L'ultima neve di primavera" altro film che in Italia lo hanno visto in dodici e che parlava di un bambino che muore dopo essere caduto da un albero.

E insomma, ti dico la verità: quando ad un certo punto del film, Marcellino parla con Gesù, io ebbi paura. Ma paura tanta. Ma che ne so, era tutto buio e c'era Gesù in penombra che dalla croce parlava con sta voce cavernosa. Allora, per non vedere, chiusi gli occhi e com'è come non è, mi addormentai. Mi svegliò don Andrea che mi disse: eri stanco, eh?

Io gli dissi che si, ero stanco. Mica gli potevo dire che avevo avuto paura di Gesù, ti pare?

Pareva brutto, detto a don Andrea.

24 commenti:

  1. io al cinema parrocchiale del liceo ho visto robe serissime, anche di quelle che secondo famiglia cristiana erano moralmente discutibili. ma erano gli anni ottanta, altra roba immagino. marcellino pane e vino invece è sicuramente un film horror! io l'ho sempre pensato, adesso ho il conforto tuo e di salvatores che l'ha dichiarato in una recente intervista. l'ultima neve di primavera invece non si può proprio vedere...

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  2. Il cinema parrocchiale era proprio di fronte casa mia,ma i miei genitori non erano molto generosi.Allora io e mia sorella ci sedevamo sulla scale del cinema e dopo un pò il bigliettaio (mosso a compassione)ci chiamava, e noi entravamo gratis.Con questo stratagemma mi sono vista centinaia di film,cartoni animati,e tutti quelli con Gianni Morandi che all'epoca era il mio idolo.Renato Cestiè protagonista de "L'ultima neve di primavera" moriva in tutti i film.Poi c'era la saga della "Sepolta viva".

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  3. "L'ultima neve di primavera" l'ho visto anch'io...ed anche più d'una volta, piangendo come un'allocca.
    Ero a scuola dalle suore...son cose che segnano, però!!!! Credo di non essermi mai più ripresa!

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  4. Di "Marcellino pane e vino" conservo anch'io una sensazione di peli ritti e sconquasso viscerale; forse era finanziato da una corporata dell'opus dei.
    Ma il... gesto dell'ombrello, com'è?

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  5. Io ero eretica già da piccina.
    Oratori e parrocchie li tenevo lontani.
    Al cine ci andavo la domenica mattina, in una sala normale, che proiettava filmzzzz per ragazzi.
    Non me ne ricordo uno che sia uno.
    Però mi ricordo quanto mi piacesse la borsa di Gucci nel negozio di fronte al cine.
    L'ultima neve di primavera è il film più cinico e cattivo che sia mai stato prodotto.
    Che se ci penso ancora mi fa incazzare.
    Marcellino non l'ho mai visto.
    Ma da quanto mi pare di capire non è cosa grave!

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  6. guarda che Marcellinopanevino è un film terrorizzante. me lo faceva guardare mia nonna ogni volta che lo davano su retequattro e io me la facevo sotto.
    sono stata costretta anche a guardare più volte Anna dei Miracoli. ma il povero Marcellino, a tristezza - che io mi ricordi -, l'ha battuto solo INCOMPRESO.

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  7. di incompreso a scuola mi diedero da leggere anche il romanzo. e il film, nella carriera di comencini, è secondo per bruttezza solo a il ragazzo di calabria. roba da pagare per anni uno bravo, quella è una storia deleteria, tanto che quando il ragazzino cerca di ammazzare lo svenevole fratello minore solitamente facevo una ola liberatoria

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  8. Io in parrocchia vidi "Beneamino".

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  9. dopodimeilnulla16 aprile 2010 14:59

    .....la mia infanzia nn ha subito traumi a quanto pare......
    marcellino l'ho visto quando gia' ero capace di separare finzione e realta'.....poca parrokkia....giusto x fare la prima comunione....tanti ghiaccioli.....

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  10. No, dai. "Beneamino" è inventato!

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  11. temo che si tratti di beniamino, film americano del 1974, storia di un cagnetto rognoso ma eroico... e adesso chi ci libera delle lagne di filippo per il suo errore di battitura?!? :D

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  12. Sto bevendo della varechina.

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  13. uh come sei teatrale! evaso, fa qualcosa

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  14. il mio parroco la domenica mattina offriva il cinema a chi era stato a messa (dava i biglietti a metà messa il furbetto)mi son vista tutti i film più piagnosi ultima neve di primavera compresa ,ma anche tutti i film di mostri: king kong godzilla il ritorno e via dicendo sono esperienze che formano.. proprio al cinema dell'oratorio ho "provato" la mia prima mano morta ( E CI HO MESSO PURE UN PO' A CAPIRE...)

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  15. @morganael: ma subivi o agivi?

    Marcellino Pane e Vino, visto alle elementari per volere di una maestra che ci faceva pregare all'entrata e all'uscita tutti i giorni, maledetta. Incubi e terrore a vedere una statua che parla e muove le mani. Non avevo mai trovato qualcuno che capisse il mio trauma. Posso iniziare a superarlo.

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  16. Io mi ricordo che il mio maestro ci portò a vedere The Day After, e ancora ho vivi ricordi di che effetti devastanti possa avere una bomba atomica; però ci portò a vedere anche La Storia Infinita, e fu così che mi innamorai per la prima volta: di Atreiu.

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  17. x ladoratrice quasi subivo perchè ci ho messo un po' ma poi capito e reagito ehehe

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  18. Al cinema parrocchiale vidi "San Francesco" e mi piacque. Sono atipica? ^___^ no.snob

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  19. @Dantès: ma lo hai visto, L'ultima neve di primavera? Azz. Pensavo di essere il solo al mondo.

    @Marina: ma era Renato Cestiè, il bambino de L'ultima neve di primavera? Ma pensa te, mica lo ricordavo. No no, la sepolta viva era impensabile alla parrocchia dove andavo io.

    @Anonimo: lo hai visto anche tu?? Non ci posso credere: tre persone che hanno visto L'ultima neve di primavera. Siamo ai livelli di Titanic.

    @Miss: il gesto dell'ombrello è quello che si porta la mano fra l'avambraccio e la parte superiore e si fa compiere al braccio un angolo di non so quanti gradi, che la matematica non è mai stata il mio forte.

    @Amore_immaginato: azz, lo hai visto pure tu L'ultima neve? Ma porca miseria. Tutti gli spettatori de L'ultima neve di primavera, leggono questo blog. Non lo avrei mai detto. Comunque Marcellino, se ti capita, guardalo. Sono esperienze che rimangono.

    @Arance: vero. Anche Incompreso era mica male. Son quei film(s) che poi uno si domanda da dove arrivino tutti sti serial killer.

    @Dantès/2: Il ragazzo di Calabria non l'ho visto, però il titolo mi ha sempre ispirato.

    @Filippo: ma Beneamino, che presumo sia Beniamino, era quel cane gigante? Forse faccio casino, però.

    @Dopodimeilnulla: come me, in pratica. Poca parrocchia e dopo che feci gol e mandai in culo il prete-allenatore, da poca è diventata nulla.

    @Dantès/3: temo di essere arrivato in ritardo.

    @Morganael: non ho capito: ma la mano morta mica te l'ha fatta un prete, vero? Se anche fosse, dì di no, che se legge Bagnasco si incazza come una biscia.

    @Ladoratrice: anch'io avevo una maestra che ci faceva pregare. Però al cinema non ci ha mai portato. Una volta invece, ci ha portato al parco di Collodi. Che forse è più triste di Marcellino.

    @Arance/2: La storia infinita è bellissimo. Io lo vidi che avevo già passato i trenta, ma nonostante tutto, ho cercato per mesi Fortunadrago. Senza trovarlo, tra l'altro.

    @No.snob: direi di no. A meno che il buio non ti faccia paura. ^________^

    @Marina/2: non lo vedo. Ma ti cancello il commento doppio.

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  20. @Marina: ho fatto casino con l'eliminazione. Chiedo perdono.

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  21. @evaso: sì, al cinema, figurati... vedevamo i film nello scantinato della scuola. E pure io fui portata a visitare il parco di Collodi. Un non luogo, diciamocelo.

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  22. @Ladoratrice: il parco di Collodi è di imbarazzante bruttezza. Chissà se esiste ancora.

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  23. Esiste, purtroppo.

    G.

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