lunedì 19 aprile 2010

Parole da dire.

A volte ci dispiace. Dire di no, intendo. A volte ci dispiace e allora diciamo di si, anche se vorremmo dire no. A me è capitato. Ora molto meno, devo dire, forse con gli anni sono diventato un po' meno accomodante, che poi sarebbe un modo un po' più elegante per dire "stronzo". Invece anni fa mi restava difficile dire "no".

-Ci vieni a vedere la mostra del fumetto bulgaro?

-Bello. Non vedo l'ora.

-Ci vieni a vedere la retrospettiva di quel regista ceceno?

-Cazzo. Meno male che me l'hai detto. Rischiavo di perderla.

-Andiamo a trovare mio zio prete, che ci deve far vedere una bellissima versione della Bibbia, scritta in aramaico antico?

-Se non me lo avessi chiesto mi sarei offeso.

E ci andavo. Ma non solo: fingevo pure di essere interessato.

Poi passa il tempo e fra le tante cose che ti domandi, c'è anche quella del perchè per accontentare qualcuno, ti devi devastare le palle tu. Capisci cosa intendo? Non è cattiveria, è soltanto il chiedersi come mai gli altri devono essere sempre felici e tu mai.

E poi decidi se è il caso di continuare su quella falsariga o cambiare registro.


Devo confessare che questo post l'ho scritto soltanto per poter adoperare la parola "falsariga", che in tutta la mia vita non avevo mai scritto perchè non avevo mai trovato l'occasione giusta.

Devo anche confessare che, rileggendo quanto scritto, non sono affatto sicuro che "falsariga" ci stia del tutto bene nel contesto del discorso entro il quale è inserita.

Ma ormai che è scritta la lascio, sennò quando mi ricapita?

16 commenti:

  1. ma come lo scrivi tu...nessuno mai! ;0) (calipso)

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  2. Che poi...quando tu chiedevi se ti accompagnavano ad assistere ad una rappresentazione del teatro NO, rispondevano evasivamente che dovevano portar la nonna a far la pulizia trimestrale dei denti. Ossissì!

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  3. ....tutte queste cose me le ha detto il mio compagno prima di mollarmi....le sue ragioni erano che io ho troppi interessi che a lui non interessano...ma dire di no quando non gli andava non era più semplice piuttosto che farmi quasi arrivare all'analista dopo????..certo che siete complicati forti però ..e poi dite a noi donne..bhà!! ..( però all'analista ci sta andando lui e non io ..sia chiaro!!..)..e cmq la falsariga ci stava benissimo , anche troppo bene!

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  4. Imparare a dire no equivale a diventare stronzi,arrivare ad una certa età,fa si che s'impara a dire no.Vuol dire che con l'età si diventa stronzi?

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  5. Io sono una babba totale, che ancora non ha imparato a dire no e se e quando raramente capita, si sente talmente in colpa che fa prima a dire si.
    E' una durissima lotta tra andare a sfrantecarmi i maroni o sentirmi una merda!

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  6. Questo post è scritto sulla falsariga del mio!!! :-)

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  7. dopodimeilnulla20 aprile 2010 10:08

    .......no,no,no,no....
    ......ecco xkè dopodimeilnulla.......
    ...e prima c'è solo mia figlia.....

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  8. Dire no è una cosa che si impara, solitamente tardi... il che significa non essere più giovincelli e questo mi secca un po', in compenso ora "no" lo so dire benissimo, così bene che, quasi quasi, certe cose non me le domandano più :-) Ovviamente complimenti per l'uso del termine "falsariga".

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  9. dire di no..difficile..troppo difficile..che poi mi sento talmente in colpa..però a dire si quando vorrei dire no mi incattivisco..non c'è soluzione..
    falsariga è un'espressione che sento usare tantissimo, lavoro in un ufficio in cui un sacco di cose si fanno sulla falsariga di qualcos'altro..siamo molto giappi..copiamo con inventiva :-) ..lettere eh!non cose protette da copyright..

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  10. A me piace anche l'espressione cambiare registro. E poi c'è un fatto: anche le volte che si vorrebbe dire di sì e invece si risponde di no sono una bella rotture di balle.

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  11. è vero, c'è uno strano piacere nello scrivere una parola per la prima volta. soprattutto quando si scrive a penna, ma anche sul computer non è male. chissà perché

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  12. Io per esempio non ho mai scritto proclività e sono abbastanza triste perché d'ora in poi non potrò più asserirlo.

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  13. @Calipso: visto che roba? Che qua mica si frigge con l'acqua. :-)

    @CharlieB.: rispondere evasivamente a certe cose, è sempre stata una mia prerogativa. D'altra parte, se non rispondo evasivamente io, chi allora?

    @Irene: in effetti dire no, sarebbe stato più semplice. Solo che, come ti ripeto, quella di dire "no" è una cosa che avviene col tempo. Ed ognuno ha i tempi propri. Io, per dire, ci ho messo una trentacinquina d'anni. Magari lui era più lento. Magari ora lo ha detto all'analista.

    @Marina: questa è una bella teoria. Direi di si. Direi che più si invecchia e più si diventa stronzi. Uhm. Vado a meditare.

    @Amore_immaginato: hai ragione. Spesso ci si sente in colpa a dire "no". Il difficile è quello, da imparare: dire "no" e pensare che stronzi sono gli altri. Ma col tempo ci si arriva. E ci si crede pure.

    @Anonimo: se mi dici dove lo hai scritto, vengo a leggere.

    @Dopodimeilnulla: i quattro "no" iniziali vogliono dire che tu hai già imparato?

    @LuceNera: anche a me spesso le cose non le domandano più. E fanno bene. E ti ringrazio per i complimenti. In effetti sono molto fiero di aver scritto "falsariga". :-)

    @Anonimo/2: ti senti in colpa perchè probabilmente sei giovane. Fai passare del tempo.

    @Miss: eh lo so, ma se arrivi a questo punto, non esiste motivo per cui tu debba dire "si" se vuoi dire "no". Sei giovane anche tu. :-)

    @Dantès: vero? Scrivere una parola per la prima volta è terapeutico. Che tra l'altro, non cerdo di aver mai scritto. Terapeutico, intendo.

    @Filippo: io invece "proclività" lo scrivo e lo adopero giornalmente. Anzi, se un giorno non lo scrivo, mi sembra che mi manchi qualcosa.

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  14. probabilmente non avevi mai scritto neanche cerdo...

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  15. :-| niente posto... ho fatto come te... volevo adoperare la parola "falsariga" e me ne hai dato l'opportunità!!! :-)

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  16. @Dantès: in effetti, no. :-)

    @Anonimo: ah. Allora hai fatto bene, ci mancherebbe. :-)

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